72 Angeli: i 4 Angeli di Luce

I 72 Angeli hanno la loro origine e radice nel sistema Kabbalistico. Nel 1975 gli scavi in una grotta spagnola medievale portarono alla luce dei manoscritti kabalistici datati tra l'11 e il 15 secolo, che rivelavano come connettersi ed interagire direttamente con il Divino.

Questi 72 nomi che mostrano i nomi di Dio sono anche noti come Shemhamphorasch. Per questa ragione ogni Angelo viene considerato un aspetto dell'intelligenza divina. 

I 72 sono incarnazioni energetiche ed espressioni vibratorie delle qualità e della persona della Divinità ed il loro proposito è di risvegliare la nostra consapevolezza alla presenza del divino che già esiste in noi. Essi agiscono come riduttori di voltaggio delle energie di alto voltaggio della sorgente divina in modo che questa possa essere ricevuta in modo armonico nel nostro sistema umano, quando invochiamo, preghiamo o ci appelliamo ad essa e, condividendola, attiveremo aspetti del Divino in noi divenendo più consci del nostro potenziale.

I nomi dei 72 Angeli derivano da tre frasi dell’Antico Testamento nel secondo libro di Mosè, il Shemot che significa ‘Nomi’ riferendosi alla importanza dei Nomi divini nel Capitolo 14. In esso descrive l’esodo del ‘popolo’ di Israele dall’Egitto o Mizrayim, il paese della dualità e del materialismo, ed il loro viaggio attraverso il Mar Rosso e la Penisola del Sinai, verso la terra promessa della Palestina, Canaan, Israele, che rappresenta l’Unità, il mondo oltre la separazione o la dualità, dove scorrono latte e miele.

Ed è a questo punto nella Bibbia che vi sono 3 paragrafi, ognuno di 72 lettere, uno successivo all'altro, che descrivono un momento in cui la colonna di Luce, la scala di ascensione o lo strumento di trasformazione che rappresenta la presenza Divina, lo Spirito Santo, giunge sulla Terra e si rende visibile a tutti, assumendo la forma di una nube di giorno e di una colonna di luce di notte.

Combinando la prima lettera della prima frase, l'ultima lettera della seconda frase e la prima lettera della terza frase, e unendole insieme viene creato il nome del primo angelo. Si continua in questo modo sino a formare 72 triplette, nomi ed esseri viventi, tutti parte del corpo di Dio.

Ogni lettera ebraica da cui sono formati è molto importante non solo perché si relaziona ad un percorso specifico dell’Albero della Vita cabalistico e ad una carta dei Tarocchi, ma anche perché recenti studi hanno dimostrato che ognuna di esse, quando ruotata, possiede la stessa forma di un aminoacido del DNA umano, che è composto da 22 aminoacidi come le 22 lettere ebraiche.

Lavorare con gli Angeli rappresenta una reale opportunità di portare la Luce, la consapevolezza nella nostra fisicità. Originariamente la parola Angelo significa "Messaggero di fuoco", dove il fuoco era visto come un mezzo di comunicazione tra l'umanità ed il Divino. Mentre la parola "Kabbalah" significa "ricevere, essere ricettivi alla Luce".

Ognuno di noi possiede tre Angeli: l’Angelo Custode, l’Angelo del Cuore e l’Angelo dell’Intelletto, che possono essere definiti sulla base della data e ora di nascita. Essi sono un'espressione del modo in cui pensiamo a livello mentale e spirituale, ma essi ci parlano anche del nostro processo mentale e di quello che dobbiamo cambiare per riflettere meglio la nostra vera natura.
 

I 72 Angeli della Kabbalah: Incarnare i 4 Angeli di Luce

“Dopo ciò, vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, 
e trattenevano i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcun albero”.

- Apocalisse 7:1

La Kabbalah è un antico insegnamento di saggezza che rivela come la Vita opera svelando i misteri nascosti della Bibbia, motivo per cui è stata definita “La Saggezza della Verità”. Essa offre una spiegazione dell’essenza più profonda di Dio, la Sua relazione con il mondo e l’uomo, specificando il proposito della Creazione. Si tratta di una mappa sacra della coscienza umana per supportarci nella riconnessione con la Sorgente e permettere all’essere umano di divenire uno strumento della Volontà di Dio sulla terra, uno strumento della Luce nel processo di manifestazione del Cielo sulla Terra. Questa mappa è stata anche chiamata l’Albero della Vita, poiché sin dai tempi antichi gli alberi venivano utilizzati nella letteratura sacra per descrivere la connessione esistente tra l’uomo e il divino: il Buddha si illuminò sotto ad un albero, Odino acquisì i propri poteri soprannaturali sotto un albero, Pacal Votan, il famoso re maya, venne raffigurato con un albero del mondo che emergeva dal proprio copricapo.

Nel libro delle Rivelazioni (tradotto in italiano come Apocalisse), è scritto:

“…A chi vince [raggiunge l’illuminazione] io darò da mangiare dell'albero della vita, che è in mezzo al Paradiso di Dio”. -
Apocalisse 2:7

Nella Bibbia gli uomini di Dio sono stati descritti come alberi, come grandi querce con molti rami, foglie e frutti a simboleggiare coloro che si erano dedicati alla manifestazione del piano di Dio sulla terra impegnandosi verso la propria anima – il mediatore tra il Cielo e la Terra. La quercia rappresenta il coraggio, la forza, la perseveranza, la lunga vita e il potere protettivo della fede. Il nome ebraico della quercia deriva dalla parola provvidenza, che significa guida divina, ed è stato associato alla capacità di Dio di vedere oltre.

Simbolicamente ai quattro angoli dell’albero abbiamo i 4 angeli della Kabbalah a supportare la connessione interiore con lo Spirito e la manifestazione della nostra luce sul pianeta per poterci completamente allineare alle qualità divine che siamo venuti qui a rivelare e padroneggiare. I 4 Angeli personificano i diversi livelli del nostro essere: l’Angelo Custode porta le qualità della nostra missione e proposito, l’Angelo del Cuore esprime il modo in cui ci sentiamo e ci relazioniamo al mondo dal punto di vista del sentire, i due Angeli dell’intelletto riflettono il nostro modo di pensare, sia in relazione al nostro Sé Superiore che alla nostra vita quotidiana.

Durante questo seminario di 4 giorni parleremo dello sviluppo del Corpo di Luce in relazione ai nomi dei 72 Angeli, del concetto di trasformazione dell’Homo Sapiens in Homo Luminous descritto nelle profezie Maya, come scoperto dall’antropologo Alberto Villoldo; esploreremo i 72 nomi degli angeli in relazione alle loro triplette composte dalle 22 lettere ebraiche per connetterci con la consapevolezza celeste che veicolano e rivelare le qualità che siamo venuti qui ad incarnare per divenire lo strumento di Luce che abbiamo scelto di essere.
 
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